Gancio de Roma

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Agenda condivisa della Roma ribelle e autogestita Website: https://roma.convoca.la
<p>CittĂ  dell'Utopia, domenica 13 aprile alle ore 14:30 CEST</p><p>La quarta assemblea di istanza di <a href="https://puntarella.party/tags/Puntarella" target="_blank">#Puntarella</a> sarĂ  esattamente un anno dopo la terza: domenica 13 aprile, dalle 14:30 a La CittĂ  dell'Utopia, in via Valeriano 3f a <a href="https://puntarella.party/tags/Roma" target="_blank">#Roma</a>.<br>Come sempre, sarĂ  un'occasione per confrontarci sulla nostra community, sulle regole che ci diamo, sull'infrastruttura tecnica, sulla vita, il fediverso e tutto quanto.</p>
La quarta assemblea di istanza di #Puntarella sarĂ  esattamente un anno dopo la terza: domenica 13 aprile, dalle 14:30 a La CittĂ  dell'Utopia, in via Valeriano 3f a #Roma. Come sempre, sarĂ  un'occasione per confrontarci sulla nostra community, sulle regole che ci diamo, sull'infrastruttura tecnica, sulla vita, il fediverso e tutto quanto. image
via XX settembre, 80 a, mercoledì 12 febbraio alle ore 17:30 CET
Mercoledì 12 febbraio alle 17.30 ci sarà un presidio sotto l'ambasciata inglese a Roma in solidarietà a Laila e per chiedere la liberazione di Alaa. Ascolta la corrispondenza: Alaa Abdel Fattah è un compagno egiziano in carcere dal 2013. Alaa il 29 settembre ha finito di scontare la pena di 5 anni per diffusione di false notizie, solo per aver parlato di un detenuto morto ammazzato nelle carceri del regime. Alaa è particolarmente odiato dal regime egiziano per le sue posizioni politiche, motivo per il quale da più di un decennio si trova dietro le sbarre. Non solo lui, ma moltissime persone attive durante la rivoluzione del 2011. Sono 60.000 le persone detenute in Egitto per motivi politici. Laila Soueif, docente all’università del Cairo, una compagna che ha una lunga storia di lotta e resistenza alle spalle, madre di Alaa, è in sciopero della fame dal 30 settembre per chiedere la liberazione di Alaa che ingiustamente continua a rimanere dentro, ma anche di chiunque sia privato della propria libertà. Laila è entrata al quarto mese di sciopero della fame ad oltranza. “***O liberate Alaa o il mio corpo collasserà, ma sono determinata a continuare fino alla fine”***, queste le sue parole. La sua determinazione sta mettendo in pericolo la sua vita e il suo corpo sta iniziando a cedere, prossimo al collasso. **C’è bisogno di solidarietà.** Laila in questo momento è a Londra, tutte le mattine va davanti al ministero degli affari esteri inglese affinché il governo intervenga concretamente per scarcerare Alaa che ha la doppia cittadinanza (egiziana e inglese). La responsabilità della vita di Laila e della liberazione di Alaa è in mano al governo inglese e egiziano. Non possiamo continuare a guardare senza prendere posizione e agire, d’altronde come dice Alaa nel suo libro “***Non siamo ancora stati sconfitti, finché siamo persone libere e non dietro le sbarre”***. **Il silenzio è complicità!** image